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La bolla finanziaria dei "Carbon Credits"

di Piero Iannelli 

La CIR di Carlo De Benedetti  nel 2008 ha fondato “Giga (
Green Initiative Carbon Assets S.A) una società con sede a Lugano che acquista e vende Carbon Credit internazionali. La società dispone di un fondo di ben 60 milioni di euro costituito da Sorgenia (De Benedetti), Iride mercato, Lucchini ed Equiter (Gruppo Intesa - San Paolo), in pratica i big della finanza italiana, usato per gestire il portafoglio di  "Carbon Credit", ovvero certificati di riduzione della emissione di CO2 (anidrite carbonica) generati con i meccanismi del protocollo di Kyoto attraverso progetti di sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo; in USA e in Europa nei  parchi e aree protette. 
Come vedremo anche “LEGAMBIENTE” e il “WWF” hanno la loro parte nell'affare.
Ma andiamo con ordine.  Innanzi tutto occorre sottolineare che l’informazione riguardo il “RISCALDAMENTO GLOBALE” e la conclamata (sui media) necessità della riduzione dell'emissione di CO2, considerata comunque  gas serra e clima-alterante, è “ERRATA”.
Siamo sommersi dal  “CATASTROFISMO”  dei media. Si dice che il Riscaldamento Globale provocherà lo scioglimento dei ghiacci dei Poli, le acque dei mari ci sommergeranno, la “DESERTIFICAZIONE” avanzerà e contemporaneamente saremo colpiti da alluvioni (sic!), e così via. Le principali agenzie  ambientaliste come l'IPCC sostengono che l'aumento dell'anidride carbonica  nell'atmosfera sia dovuto alle attività industriali umane, il che provoca il Riscaldamento Globale e quindi in ultima analisi sono le attività industriali umane  il “COLPEVOLE” di queste catastrofi. Tutto ciò non è vero.
E' ormai provato che i dati su cui si basano  i rapporti dell'IPCC sono stati contraffatti. Basta cercare sul Web sotto la voce  “CLIMAGATE” per sincerarsene.
E' storia recente che il New York Times del 20 11.2009 svelò per primo la truffa del Riscaldamento Globale. Furono  pubblicate le e.mail  scambiate dagli scienziati del clima che collaboravano con l'IPCC  in cui apertamente si parlava della  contraffazione dei dati Il 19 novembre, un hacker - o comunque un pirata informatico - era  riuscito  infatti a penetrare all’interno del server che custodiva le mail del Centro di ricerche sul clima (Cru) dell’Università dell’East Anglia in Inghilterra che collabora con l'IPCC.  Il contenuto di queste “epistole elettroniche” (più di 1000)  furono inviate ad un un server russo e poi hanno fatto rapidamente il giro del globo. Furono scaricate e lette, probabilmente, da milioni di persone. Solo per fare un esempio riporto l'articolo in cui uno dei padri della teoria del Riscaldamento Globale, il dottor Phil Jones (IPCC) proprio del Centro dell’Università dell’East Anglia fa retromarcia dopo essere stato inquisito:
Il dottor Phil Jones (IPCC) ammette:  Nessun riscaldamento Globale dal 1995..”
* I dati di vitale importanza per sostenere il ‘grafico della mazza da hockey’ sono andati PERSI !
* Non c’è stato alcun riscaldamento globale a partire dal 1995
* Periodi di riscaldamento globale sono già accaduti in passato – ma non a causa dell’uomo .
Esiste ormai sul WEb un'ampia e dettagliata documentazione riguardo la “BUFALA” del Riscaldamento Globale e del fatto che la variazione di CO2  nell'atmosfera prodotta dall'uomo possa incidere sul clima,

Rimosso dal suo incarico in seguito allo scandalo, il Prof. Jones ha ripreso presto il suo posto nell’unità di ricerca del Centro dell’Università dell’East Anglia, scrive la Repubblica. Il giornale non chiarisce  però cosa si poteva leggere nelle mail del professore:
Ho appena completato il trucco di Mike di aumentare le temperature di ogni serie degli ultimi 20 anni (dal 1981 in poi), in modo da nascondere il declino….”. Un altro ricercatore in queste e mail scrive: «Sì, la temperatura non è molto più alta del 1998 e tutto questo mi preoccupa… c’è la possibilità di avere davanti un periodo lungo una decina d’anni con temperature relativamente stabili…..,forse posso tagliare gli ultimi punti sulla curva prima del mio intervento "
Nelle e.mail rese pubbliche c’è veramente di tutto: espedienti per aggiustare i dati per confermare l'avvenuto  riscaldamento del clima!  Proposte per minare la credibilità dei propri avversari! Occultare i dati più scomodi. I "grandi" scienziati del clima  si scambiavano mail, per accordarsi e diffondere dati falsificati. Uno scandalo.
Oggi sono più di 31 MILA gli SCIENZIATI , SOLO  NEGLI USA, che hanno firmato una petizione contro la teoria del Riscaldamento Globale
Come dicevamo, malgrado tutto ciò Phil Jones è stato  "RIABILITATO". Forse vi è stato qualche “interessamento”? Non dimentichiamo AL GORE paladino del Riscaldamento Globale provocato dall’uomo, ha avuto addirittura un premio Nobel  per le sue iniziative e non dimentichiamo che al nome di Al Gore si associano nomi di aziende dai nomi altisonanti come la Chicago Carbon Exchange (CCX). Il che ci riporta al discorso iniziale, infatti anche il buon Al Gore vende quote di "Carbon Credit"

La bolla finanziaria

Caro "OSTE" come è il vino?: Come abbiamo visto la CIR di Carlo De Benedetti insieme al "gotha" della finanza italiana ha fondato “Giga” una società che acquista e vende Carbon Credit internazionali.  Dunque su REPUBBLICA o l'ESPRESSO  non è un caso se potete quotidianamente leggere articoli catastrofici riguardo la “clima-alterante” anidride carbonicaUno degli ultimi numeri dell' "ESPRESSO" propone l'articolo: "Caccia grossa alla CO2" . Nell'articolo si riferisce che  secondo l'Intergovernal Panel on Climate Change (IPCC), l'attuale livello di emissioni comporterebbe conseguenze incalcolabili sull'uomo e sul pianeta. Sarebbe una vera e propria catastrofe, quella per intendersi descritta nel libro 'Sei Gradi' di Mark Lynas (Fazi Editore) in cui la vita, così come la conosciamo, sarà possibile solo in alcune ristrette aree intorno ai due Poli.
Il giornale La REPUBBLICA scrive: "Una delle tecniche più usate per capire il nostro impatto sull’ambiente è il calcolo dell’"impronta" di CO2, ovvero convertire ogni nostro consumo nella quantità di gas serra che emettiamo. Per capire a quanto corrisponde questa impronta esistono diversi “calcolatori” online, tra cui quello di Repubblica-Wwf e di Azzero CO2, società che opera nel settore del risparmio energetico e tra i cui soci c’è anche Legambiente.
In un'altro articolo dell'Espresso " Chi specula sul clima.  I negazionisti del cambiamento climatico sfruttano i sondaggi in modo ingannevole", viene fuori tutta la "coda di paglia" dell'editore. Abbiamo già detto infatti che il gruppo "ESPRESSO"  fa capo a De Benedetti il quale è uno dei principali  operatori finanziari a livello internazionale nel settore del "Carbon Credit". 
Sembra una barzelletta?  Dunque, chi "specula" sul clima? Una bella domanda. Una sola considerazione, posta come domanda: CARO "OSTE" DE BENEDETTI ...  COME E' IL "VINO" alla CO2 ? SEMPLICE potrebbe essere la sua risposta: il vino alla CO2 è frizzante! Ma....: “ ....la vita, così come la conosciamo, sarà possibile solo in alcune ristrette aree intorno ai due Poli..” Però se comprate le quote di CO2.. vi "salvate"!.. La “Giga” di DE BENEDETTI vende le quote di CO2. Dunque, se il riscaldamento è il “crimine”..ecco il “movente” !  Chi ci guadagna?

Lo scandolo di Federparchi e dei parchi di Legambiente e del WWF

Federparchi ed i parchi rappresentano per Legambiente e per i suoi dirigenti una grande fonte di guadagno (anche personale). Centinaia di milioni di euro. La parola magica è sempre "Carbon Credit". I certificati di credito di emissione di CO2 sono , legalmente parlando,  un patrimonio enorme che i parchi possono vendere, dopo averli acquisiti, come conseguenza della piantumazione di alberi.
Personaggi ed interpreti di questo grande affare sono:
* La  “Giga” di cui abbiamo già parlato
* LEGAMBIENTE che è propietaria del 10% delle azioni della Sorgenia  (Presidente onorario di legambiente Ermete Realacci, diversi membri della segreteria nazionale: Duccio Bianchi, Edoardo Zanchini, Nunzio Cirino Groggia, Andrea Poggi.
* Legambiente e Sorgenia insieme a tutte le industrie del settore energetico alternativo (e non) sono riunite in una  società “non profit” che si chiama Kyoto Club (Presidente Massimo Orlandi  e Vicepresidente sempre Ermete Realacci), il Direttore Kyoto Club Service è Mario Gamberale
* Ermete Realacci e Duccio Bianchi posseggono anche il 25% della società s.r.l. Ambiente Italia Ricerche e servizi in Campo Energetico. (CCIAA Milano –REA 145656)
* Legambiente, Legambiente Lombardia, Kyoto Club e Ambiente Italia sono comproprietari  anche della società s.r.l. Azzero CO2 (CCIAA Roma REA 1137033) specializzata in compravendita di "carbon credit"  ( Amministratore Delegato  è Mario Gamberale,  Vicepresidente è Antonio Ferro, Consiglieri  di amministrazione sono: Duccio bianchi,  Andrea Poggio, Edoardo Zanchini)
* Kyoto club e Federparchi fondano la onlus Parchi per Kyoto con il supporto tecnico di Azzero Co2. (Presidente Matteo Fusilli, Vice Presidente Massimo Orlandi, Consigliere Mario Gamberale, direttore delle comunicazioni Antonio ferro)

Tre considerazioni:
* Il controllo di Federparchi garantisce la prosecuzione e la gestione negli anni di progetti di piantumazione in tutti i parchi e le aree protette italiane.
* Ermete Realacci, Ministro ombra del PD , Componente della Commissione Parlamentare Ambiente , Presidente Onorario di Legambiente, Presidente di Symbola, Vicepresidente di Kyoto Club, comproprietario di ambiente Italia e Azzero Co2,  è titolare di un enorme e vergognoso conflitto di interessi.
*Legambiente stessa non può più definirsi un'associazione ambientalista.
Essa opera ormai in pieno conflitto di interessi.  Manifesta contro la centrale TURBOGAS a Pontinia ma si guarda bene dal “manifestare” contro la centrale elettrica  TURBOGAS a Modugno in Puglia  perché è coproprietaria della società SORGENIA insieme a De Benedetti che la costruisce 
Cercando informazioni sul Web su SORGENIA la prima associazione che Google vi propone è (SORGENIA TRUFFA). La “vera” truffa è invece quella che stanno cercando di realizzare creando un mercato di quote di CO2, "carbon credit", per quanto pochi ancora ne parlino.


Gli affari di Legambiente, dai "Carbon Credit" alle energie rinnovabili e non
 

Italia Nostra, Forum Amici del Territorio e Forum Ambiente e Salute hanno denunciato il coinvolgimento di Legambiente nel business del fotovoltaico che sta devastando il Salento.
In un comunicato delle tre associazioni si legge: "L’associazione nazionale Legambiente, con la sua “Esco (Società di Servizi) Azzero CO2″, sta promuovendo la realizzazione di un mega impianto fotovoltaico in agro di Cutrofiano nel Salento.  Si tratta – precisano le associazioni – di un vasto impianto fotovoltaico, di 26 ettari, ubicato lungo la strada provinciale Cutrofiano-Supersano, caratterizzato da maxi-pannelli insegui-sole alti 7 metri".
In questa zona, riferiscono sempre le associazioni, ‘Bosco Belvedere’ (nome che rievoca la presenza dell’antica ‘Foresta di Cutrofiano’ di cui ancora permangono importantissimi lembi relitti, la Regione Puglia, riconoscendone le alte valenze già indicate dalla Provincia di Lecce, istituiti il Parco rurale e naturale dei Paduli al cui interno rientra anche il territorio agricolo di Cutrofiano, in particolar modo nella sua porzione meridionale, che si raggiunge appunto percorrendo proprio la S.P. Cutrofiano-Supersano".
Si tratta  in pratica di 26 ettari che saranno ricoperti da giganteschi pannelli solari  pagati con gli incentivi statali, quindi le nostre tasse, il cui costo sarà pari a circa 8 volte il valore dell'energia che andranno a produrre. Un progetto il cui unico risultato, oltre lo spreco, sarà la devastazione del Parco
 

E' nota la battaglia, da diversi anni, dei cittadini del savonese contro la centrale a carbone di Vado Ligure. L'Ordine dei Medici di Savona insieme ai medici del MODA, al Coordinamento Medici per la salute della Liguria, all’ISDE  e  tutti i cittadini personalmente impegnati chiedono “urgentemente il depotenziamento e la metanizzazione della centrale elettrica a carbone di Vado Ligure di proprietà della Tirreno Power della CIR-Sorgenia di Carlo De Benedetti che da sola produce il doppio dell’energia consumata in provincia di Savona”.  La cosa strana., come riporta  la stampa locale, sono i comportamenti incoerenti delle associazioni ambientaliste come Legambiente.  Mentre a Genova e a La Spezia Legambiente promuove una battaglia di dismissione perché il carbone "nuoce gravemente alla salute", a Savona, a Vado e in Val Bormida ritiene che il carbone possa essere addirittura ben tollerato! Quando poi apprendiamo che Legambiente è socio azionario di Sorgenia, la finanziaria del gruppo De Benedetti che controlla a sua volta Tirreno Power proprietaria della centrale di Vado, si spiega  il suo atteggiamento tollerante. Siamo al solito conflitto di interessi. Per inciso va sottolineato che le ceneri prodotte annualmente dalle centrali a carbone  sono molto radioattive. Cento volte più radioattive di  una centrale nucleare, come scrive la stessa LEGAMBIENTE su "Il portale di Kyoto Club e LEGAMBIENTE, per conoscere e decidere sull’energia di oggi e di domani ".

Chi specula sul clima

Riportando testualmente dal loro sito ufficiale: “LEGAMBIENTE E’ UN’ASSOCIAZIONE COMPLETAMENTE APARTITICA ”. Ricordandovi i vertici "APARTITICI " di “Legambiente” associazione “libera” (115.000 sostenitori e 1.000 circoli locali è la più diffusa associazione ambientalista italiana), vi elenco i vari Presidenti "APARTITICI" nella loro successione temporale:
* Vittorio Cogliati Dezza , laureato in “ FILOSOFIA ” che disquisisce di Chernobyl dimenticandosi di chiarire che già all'epoca centrali analoghe erano vietate in occidente.
* Chicco Testa , “P.C.I-Quercia-DS-PD"
* Ermete Realacci, Presidente Onorario di Legambiente “Margherita”.
* Roberto Della Seta , “PD”
* Francesco Ferrante , Margherita, capogruppo dell’Ulivo
* Un posto d'onore spetta a Laura Conti “P.C.I”  (vedi Nota)
 Oltre a LEGAMBIENTE - FEDERPARCHI  è importante evidenziare anche gli INTERESSI del “WWF”. I "crediti da anidride carbonica" porterebbero al WWF ed ai i suoi partner grandi finanziamenti, senza nessuna effettiva riduzione della CO2, afferma Christopher Booker del The Telegraph.
Da molto tempo l’Amazzonia è in testa alla lista delle preoccupazioni ambientali mondiali, non solo perché ovviamente ospita la foresta pluviale più vasta e ricca di biodiversità del mondo, ma anche perché i suoi miliardi di alberi rappresentano il più grande deposito naturale di CO2. Quindi ogni minaccia alla foresta rappresenterebbe anche un contributo all’aumento del riscaldamento globale. E’ emersa però un’agenda nascosta circa la preservazione di questa foresta che consiste nel permettere al WWF ed ai suoi associati di condividere la vendita di crediti di "emissione di anidride carbonica" - "carbon credit" per un valore di 60 MILIARDI DI DOLLARI, soldi che le industrie  di tutto il mondo dovrebbero pagare affinché possano continuare ad emettere CO2 esattamente come nel passato. Si richiede quindi che organi sovrannazionali ONU - EU e i vari governi nazionali facciano leggi e regolamenti in questo senso
Stiamo parlando potenzialmente di diversi
 MILIARDI di dollari all'anno. Da un punto di vista legislativo la mobilitazione è notevole. In Europa c'è stato anche il via libera da Bruxelles ad una proposta di direttiva che punta a un maxi finanziamento da 4 miliardi di euro per favorire il passaggio alla fase commerciale delle tecnologie di cattura e stoccaggio delle emissioni di CO2 e potenziare lo sviluppo delle energie rinnovabili  Zeroemission del 04.11.2010.  Secondo il provvedimento, la copertura finanziaria sarebbe garantita dalla cosiddetta ‘New Entrant Reserve 300’, il fondo costituito attraverso la vendita di 300 milioni di crediti CO2 (carbon credit) provenienti dalla riserva dei nuovi entranti nel meccanismo europeo di scambio delle emissioni (Ets).
Come è evidente queste politiche si basano tutte sul sostegno dei governi e degli organismi sovrannazionali e sulla volontà di questii di imporre con leggi e regolamenti  alle industrie manifatturiere "inquinanti" il pagamento di pesanti "Carbon Tax". Molti  chiamano chiamano questo regime "dittatura verde". L'idea nella sua  "malvagità"  potrebbe anche funzionare in qualche misura , ma è noto che i diavolo  fa le pentole non  i coperchi.  La crisi finanziaria  sta entrando in una fase  acuta, asciuga  le casse degli Stati  e anche quelle delle aziende private. Le ultime notizie parlano chiaro: il mercato del Carbon Trading d’oltreoceano è in grave crisi, quello Europeo resta in piedi solo in quanto sostenuto dall’adempimento degli obblighi dei paesi membri della UE al Protocollo di Kyoto.
Ad oggi, la tonnellata di anidride carbonica scambiata (o meglio, non scambiata) vale ben poco.

Nota
Non molto tempo fa Laura Conti a proposito dell'utilizzo dei parchi e delle aree protette su cui  si vuole speculare  oggi con i " carbon credits"  proponeva  progetti che suscitarono un certo scandalo: «Un'alternativa (alla costruzione di cimiteri ndr) potrebbe essere il creare scatolette di cibo per cani e gatti in cui la "carne umana" sostituisca quella di altri animali....Si potrebbero inoltre adibire appositi terreni recintati e sorvegliati, impiegati dalle associazioni naturalistiche come il Wwf e la Lipu per alimentare i rapaci con carne umana di cadaveri. Il tempo medio di distruzione della “ salma” sarebbe di poche ore. Restano le ossa, è vero. Ma a questo inconveniente si potrebbe ovviare se al festino partecipasse anche l’avvoltoio barbuto, che lancia le ossa sulle rocce per divorarne il midollo".

Autore Piero Iannelli
Segretario XI Municipio. ROMA “La Destra", “Resp. Per le aree tutelate e vincolate”
pieroiannelli@gmail.com

N”. Cell.  3398513962


     
         
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