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Capitolo 1
Vivere con le
radiazioni
Capitolo 2
L'opzione
nucleare e la "green economy
Capitolo 3
L'incidente
di Cernobyl:
i danni maggiori vennero dai media
Capitolo 4
Le scorie
nucleari non rappresentano un rischio
Capitolo 5
Il
riprocessamento del combustibile nucleare
Capitolo 6
Le origini
aristocratiche dei movimenti verdi
Capitolo 8
Il WWF in Africa
Capitolo 9
Il mondo poco pacifico
di Greenpace
Appendice
Il rischio di
cancro per basse
dosi di
radiazioni
Una confutazione completa della "Linear no
Threshold Theory (LNT)"
Prof. Bernard L. Cohen
Una misura
scientifica del rischio nucleare
Prof. Bernard L. Cohen
|
Una misura scientifica del rischio
nucleare
Prof. Bernard L. Cohen,
Dept.of Physics, University of Pittsburgh, Pittsburgh, PA
15260
Telephone: (412)624-9245 , Fax: (412)624-9163, e-mail: blc@pitt.edu
Introduzione
La misura del rischio attraverso la
LLE (loss of life expectancy- riduzione dell'aspettativa
di vita)
Il catalogo dei
rischi
Rischi dovuti agli stili di vita
Rischi dovuti alle malattie
Uno dei rischi maggiori è quello di rimanere
scapoli o nubili.
Il maggiore tra tutti i rischi è quello di
essere povero, non specializzato, e/o a basso livello di
istruzione
Incidenti automobilistici
Incidenti a casa e sul posto di lavoro
Il rischio nel rimanere disoccupato è superiore a
quello dovuto agli incidenti sul lavoro
Le più importanti categorie di
rischio
La misura del rischio relativo all'uso
dell' energia nucleare
I
media danno un'idea completamente sbagliata dei rischi
I rischi del nucleare e quelli dell'uso
del carbone, del petrolio del gas e al risparmio
energetico
Per
ridurre i rischi occorre spendere denaro
Solo nel nucleare si spende per la
sicurezza
Nota
Introduzione
Uno dei principali vantaggi di cui godono gli ideologi
dellambiente è che la maggioranza delle persone
non comprende e non è in grado di quantificare il
rischio cui è soggetta.
La maggior parte di noi pensa e agisce come se la propria
vita fosse esente da rischi. Consideriamo lassunzione
dei rischi come qualcosa di sbagliato, da evitare
assolutamente. Consideriamo in genere inaccettabili i
rischi imposti su di noi da altri. Educare i bambini ad
evitare il rischio è un dovere importante dei genitori.
Sfortunatamente, qualunque cosa noi facciamo implica un
rischio. Ci sono pericoli in ogni tipo di viaggio e
cè pericolo anche a rimanere a casa, il 25% degli
incidenti mortali avviene entro le mura domestiche.
Cè pericolo nel mangiare, il cibo è una delle
principali cause del cancro e di diverse altre malattie,
ma benché ne siamo coscienti mangiano più del
necessario. Ci sono pericoli nel respirare,
linquinamento dellaria uccide probabilmente
100.000 americani ogni anno, linalazione del radon
e dei suoi prodotti di decadimento è stimato uccida
14000 americani ogni anno, molte malattie come
linfluenza sono contratte semplicemente inalando i
germi. Questi pericoli potrebbero facilmente essere
evitati respirando attraverso maschere filtranti, ma
nessuno lo fa.
Ci sono pericoli nel lavorare, 12000 americani muoiono
ogni anno in incidenti sul lavoro, il numero dei morti
per malattie collegate al lavoro è inoltre almeno 10
volte più grande. In ogni caso la maggior parte delle
alternative al lavoro sono ancora più pericolose.
Questo non significa che non dobbiamo cercare di
minimizzare il rischio ma che per farlo occorre procedere
con criteri scientifici, come prima cosa occorre una
procedura per quantificare il rischio.
Non si evita il rischio semplicemente evitando quello che
ci appare più evidente. Per esempio se uno pensa di fare
un viaggio alla guida di unauto può evitare il
rischio di guidare decidendo di andare a piedi, questa
decisione spesso gli causa lassunzione di un
rischio spesso maggiore.
Il problema è che seguendo un approccio istintivo i
rischi a cui si pensa sono sempre quelli più
pubblicizzati dai media, e ciò assolutamente non è una
buona guida per evitare e ridurre il rischio.
La procedura logica per minimizzare il rischio è quella
di quantificare tutti i rischi e assumere quelli minori
invece che i maggiori.
Il nostro obiettivo è quello di fornire una procedura
per questa misura del rischio e di applicarla poi anche
al caso dei rischi connessi con la produzione della
corrente elettrica, inclusa quella per via nucleare.
La
misura del rischio attraverso la LLE
(loss of life expectancy- riduzione dell'aspettativa di
vita)
Ci sono molti modi per quantificare il rischio noi usiamo
la Riduzione dellAspettativa di Vita o LLE (loss of
life expectancy). La LLE dovuta ad un certo rischio è la
quantità media di cui è diminuita laspettativa di
vita di una persona che assume il rischio in
considerazione.
Per chiarire il concetto facciamo qualche esempio. Dalle
analisi statistiche sappiamo che un persona di 40 anni ha
una aspetta di vita di altri 37,3 anni (USA 1990). Se
questa persona assume un rischio che ha la probabilità
dell1% di essere immediatamente fatale, tale
rischio causa una LLE = (aspettativa di vita)x
Probabilità del rischio di essere fatale) cioè LLE = 37,3
x 0,01=0,373 anni.
Prendiamo quindi un altro esempio, il rischio (immediatamente
fatale di giocare alla Roulette Russa con una pistola a
tamburo di 6 colpi). La probabilità del rischio è 1/6.
La LLE per una persona di 40 anni che gioca alla Roulette
Russa quindi è LLE = 37,3 x 1/6= 6,2 anni.
Deve essere chiaro che ciò non significa che, nel primo
caso, lindividuo che ha assunto il rischio morirà
0,375 anni prima della media nazionale. Ma se, nel primo
esempio, 1000 persone della stessa età (40 anni)
prendono tale rischio, 10 moriranno subito avendo la loro
vita ridotta di 37,3 anni, le altre 990 vivranno invece
senza ridurre la loro vita futura. Nel secondo caso
invece saranno 1000 x 1/6 = 166,6 le persone che
moriranno immediatamente. In ogni caso la riduzione
dellaspettativa di vita media per le 1000 persone
è di 0,373 anni nel primo esempio e di 6,2 anni per il
secondo.
Il catalogo dei
rischi
Rischi dovuti agli stili di vita.
Un rischio largamente riconosciuto è quello del fumo di
sigarette. Un pacchetto (20 sigarette) al giorno
corrisponde ad una LLE di 6,4 anni per luomo e 2,3
anni per la donna. Nel caso delluomo ciò equivale
ad una LLE di dieci minuti per ogni sigaretta fumata.
Per chi fuma senza inalare, il rischio di un pacchetto al
giorno è si 4,5 anni per luomo e 0,6 anni per la
donna. Per chi inala profondamente si ha invece 8,6 anni
per luomo e 4,6 anni per la donna.
La differenza tra uomo e donna può dipendere da quanto
profondamente essi inalano, o differenze nello stile di
vita e nella fisiologia.
Smettere di fumare riduce il rischio, dopo 5 anni esso è
ridotto di 1/3, dopo 10 anni di ½.
I sigari e luso della pipa non implicano un grande
rischio se non sono inalati. Se sono inalati si ha una
LLE di 1,4 per la pipa e 3,2 anni per i sigari.
Una comprensione ulteriore del rischio del fumo può
venire dallesame delle malattie di cui i fumatori
muoiono più frequentemente.
Consideriamo ora il tasso di mortalità tra chi fuma 1-2
pacchetti al giorno nelletà 35-84 anni e
calcoliamo il rapporto di questo tasso tra i fumatori e i
non fumatori. Esso è 17 per il cancro al polmone (cioè
i forti fumatori muoiono di cancro al polmone 17 volte
maggiormente dei non fumatori), 13 per il cancro alla
laringe e allesofago, 6 per il cancro alla bocca,
11 per bronchiti e enfisema, 4 per ulcere allo stomaco, 3
per cirrosi al fegato, 2 per influenza e polmonite, 1,8
per malattie cardiovascolari (la malattia killer
principale considerando le cause di morte), tra 1,5 e 2
per leucemia e cancro allo stomaco, pancreas e alla
prostata.
Molta attenzione viene oggi data anche al rischio di fumo
passivo.
Il rischio aggiunto per il cancro al polmone per i non
fumatori che sono sposati ad un fumatore corrisponde ad
una LLE di 50 giorni.
Un altro grande rischio su cui è possibile avere un
controllo personale è quello di essere soprappeso. Per
ogni pound= 453,6 grammi di peso in eccesso
rispetto al nostro peso forma si perde 1 mese di
aspettativa di vita (LLE = 1 mese), nel caso quindi di un
individuo soprappeso di 30 pound = 13,608 Kg
la sua aspettativa di vita si riduce di 30 mesi, 2,5 anni.
Per chiarire gli effetti dellessere soprappeso
notiamo che il nostro peso aumenta di 7 pound = 3,175 Kg
i n un anno, per ogni 100 calorie in più nella media del
cibo che mangiamo al giorno. In pratica una persona che
è gia in soprappeso se non cambia le sue abitudini
alimentari e in relazione allesercizio fisico, ma
ingerisce ogni giorno solo un fetta extra di pane e burro
(100 cal) in un anno aumenterò il peso di 7 pound = 3,175
Kg, e la sua riduzione di aspettativa di vita per questo
fatto (LLE) sarà ridotta di 7 mesi.
Rischi dovuti alle malattie
Tra i rischi maggiori ovviamente dobbiamo includere
le malattie.
Le malattie cardiache guidano tale categoria, esse
causano una riduzione della aspettativa di vita
nellamericano medio (LLE) di 5,8 anni, seguite dal
cancro con una LLE di 2,7 anni, da ictus con una LLE di 1,1
per luomo e 1,7 per le donne, polmonite e influenza
con una LLE di 4 mesi, cirrosi al fegato e diabete con
LLE di 3 mesi ciascuna, la cirrosi più nelluomo
che nella donna con una rapporto di 3 a 2.
Uno dei rischi maggiori è quello di rimanere
scapoli o nubili.
Le statistiche mostrano che in media un uomo bianco
single ha 6 anni di vita in meno rispetto ad un bianco
sposato, il che vuol dire che il fatto di rimanere
scapoli comporta una LLE di 6 anni. Questi dati si
riferiscono inoltre a periodi precedenti alla comparsa
del virus dellHIV per cui tale malattia non può
assolutamente incidere sui dati statistici. Si potrebbe
arguire che questa differenza così grande sia dovuta al
fatto che le persone malate si sposano con più
difficoltà. Le cose però non vanno in questo modo
perché i vedovi e i divorziati hanno tassi di mortalità
ancora più elevati ad ogni età. La LLE di un maschio
bianco (i dati relativi alle femmine sono tra parentesi)
che non è sposato alletà di 55 anni e non lo
sarà in futuro è di 3,2 (1) anni, per i vedovi è di 3,9
(2,7) anni, per i divorziati è 6,2 (2,5) anni. Per i
maschi negri LLE è 3,5 (4,1) per i single, 6,2 (6) per i
vedovi, 6 (4) per i divorziati. Da notare che il maschio
soffre più della femmina nel rimanere non sposato e i
negri più dei bianchi. Le persone non sposate soffrono
maggiormente di diverse malattie, e in generale i vedovi
e i divorziati della stessa età ne soffrono più di
quelli che non sono mai stati sposati. Per esempio,
rispetto agli sposati della stessa età i vedovi maschi
muoiono più frequentemente di tubercolosi del 117%, per
il cancro allo stomaco e allintestino del 26%, del
cancro allapparato genitale del 23 %, di cirrosi al
fegato del 142%, di incidenti automobilistici del 127%,
di suicidio del 139%, di omicidio del 69%. Rispetto ad un
uomo sposato della stessa età un uomo divorziato muore 6,1
molte maggiormente di tubercolosi, 2,1 volte in più di
cancro al fegato, 6,2 volte in più di cirrosi, 3,8 volte
in più di incidenti automobilistici, 4,2 volte in più
di altri incidenti, 4,1 volte in più di suicidio e 7,1
volte in più di omicidio.
Il maggiore tra tutti i rischi è quello di essere
povero, non specializzato, e/o a basso livello di
istruzione.
Persone che ricoprono il ruolo di manager,
professionisti, tecnici, e personale amministrativo,
vivono in media 1,5 anni in più rispetto alle persone
impegnate nelle vendite e gli operai specializzati e semi
specializzati, e questo secondo gruppo vive in media 2,5
anni in più dei lavoratori non specializzati.
I dirigenti delle grandi corporation vivono inoltre in
media almeno 3 anni più del gruppo più longevo tra
quelli precedentemente descritti, quindi ben 7 anni in
più rispetto agli operai non specializzati.
Un simile studio condotto sui lavoratori in Inghilterra
mostrava differenze anche maggiori, simili differenze
sono riscontrabili anche tra le moglie dei lavoratori. In
media la moglie di un professionista vive 4 anni più
della moglie di un operaio non specializzato. Ciò indica
che i problemi non sono dovuti allesposizione dei
lavoratori al tipo di lavoro ma di carattere
socioeconomico.
Per cercare di comprendere le ragioni di queste
differenze, è interessante considerare le cause della
morte. Se compariamo le cause di morte degli operai non
specializzati con quelle dei professionisti, tecnici, del
personale amministrativo e fra manager negli USA, il
rischio di morire prematuramente di tubercolosi è 4,2
volte più grande per i primi, di morire per incidente è
2,9 più alto, per influenza e polmonite 2,8 maggiore, di
cirrosi al fegato 1,8 e di suicidio 1,7 maggiore. Il
rischio è anche il 30% maggiore per il cancro e il 13%
in più per le malattie cardiovascolari, è invece l8%
minore per larteriosclerosi e il diabete.
Queste differenze sono ovviamente in gran parte dovute a
condizioni di vita non ottimali da un punto di vista
sanitario: accesso limitato alle cure mediche,
trascuratezza nelle cure, cause che possono tutte essere
notevolmente ridotte con unadeguata prevenzione.
Un simile comportamento appare in correlazione tra
laspettativa di vita e il livello di istruzione.
Persone che hanno frequentato il College (laureati)
vivono 2,6 anni in più della media degli americani, le
persone che hanno abbandonato la scuola vivono 1,7 anni
in meno della media, un differenza di 4,3 anni. Le
differenze sono le stesse per luomo e la donna.
Abbandonare la scuola ad unetà troppo giovane e
contemporaneamente cominciare a fumare è uno dei
comportamenti più rischiosi, un atto paragonabile
allandare volontario in tempo di guerra. La LLE di
un giovane che veniva mandato in Vietnam durante la
guerra era di 2 anni nei marines, 1,1 anni
nellesercito, 0,5 anni nella marina e 0,28 anni
nellaeronautica.
In uno studio, larea di Cicago fu divisa in sezioni
definite da livelli socioeconomici. La differenza
nellaspettativa di vita tra quella più alta e la
più bassa era di 9 anni nei maschi bianchi e 7 anni per
le femmine bianche e 10 anni per non bianchi di entrambi
i sessi. Il servizio di sorveglianza della pubblica
sanità trovò che in 18 città americane i tassi di
mortalità nelle aree povere erano normalmente del 70 %
superiori rispetto alle aree ricche, il che corrispondeva
a 10 anni nellaspettativa di vita.
Questi dati sono confermati anche da studi fatti
allestero. In una ricerca fatta a Montreal la
città fu divisa in sezioni di classi socioeconomiche, la
differenza nellaspettativa di vita tra la più alta
e la più bassa era di 10,8 anni per luomo e 7,9
per la donna. In una ricerca del ministero della sanità
canadese in 21 città la popolazione fu divisa in 5
classi a secondo del reddito, fu trovata una differenza
tra laspettativa di vita tra la più alta e la più
bassa di 6 anni per luomo e 3 anni per la donna. In
una ricerca in Finlandia la popolazione fu divisa in 4
gruppi sociali e fu trovata la differenza di 7 anni
nellaspettativa di vita tra la più alta e la più
bassa. Una ricerca in Francia trovo che i maschi
professionisti e manager vivono 4 anni in più dei
lavoratori con i colletti bianchi (impiegati),
9 anni in più rispetto agli operai specializzati e ben
13 anni in più rispetto agli operai non specializzati.
Nelle nazioni tecnologicamente avanzate ci sono programmi
di welfare per garantire anche alle persone povere cure
mediche e unalimentazione corretta. A livello
internazionale specie per i paesi in via di sviluppo
questi programmi sono molto meno efficienti. Ciò
comporta una variazione molto grande
nellaspettativa di vita in relazione al PNL delle
varie nazioni. Nei paesi come gli Stati Uniti e quelli
dellEuropa occidentale, in Australia e Giappone
laspettativa di vita e mediamente superiore ai 75
anni (1990), in altri paesi come la Polonia, la
repubblica Ceca, la Romania è di poco inferiore (72 anni);
per il Messico e i paesi dellAmerica Centrale è 67
anni, per la Turchia, Brasile, Tailandia 64 anni, per
India, Iran, Egitto 59 anni, Per i paesi dellAfrica
centrale laspettativa di vita media è di solo 45
anni, 38 anni per lAfganistan e Zambia. Queste
differenze non dipendono da fattori razziali, il Giappone
ha 10 anni di vita media in più di tutti i paesi
dellestremo oriente e i neri americani hanno una
vita media più lunga di 20 anni dei neri africani. La
storia della vita media dei bianchi rispetto a quella dei
neri negli Stati Uniti è indicativa al riguardo. Nel
1900 cerano 18 anni di differenza (50 contro 32),
attualmente (1990) la differenza è di 6 anni, il che
mostra laumento che cè stato dei livelli di
vita e di istruzione nella popolazione nera americana in
questi anni, e ciò mostra a sua volta quanto lavoro
debba ancora essere fatto in questo senso.
Ogni azione che va nella direzione di ridurre la
ricchezza nazionale, o di una parte della popolazione è
quindi pericolosa. La LLE di cui stiamo parlando (la
riduzione dellaspettativa di vita dovuta a
condizioni di povertà) in questo caso è di circa 10
anni negli USA e di 20 a livello internazionale.
Negli Stati Uniti laspettativa di vita varia anche
considerevolmente con la geografia con modalità che non
è spiegabile solamente con le condizioni socioeconomiche.
Per i bianchi in media laspettativa di vita è
maggiore di un anno rispetto la media nelle zone rurali
del Nord e del Centro, Nord e Sud Dakota, Minnesota, Iowa,
Nebraska, Kansas e Wisconsin (tutti questi stati hanno un
reddito medio minore della media nazionale), è invece un
anno minore della media negli stati rurali del Sud Est,
Carolina del Sud, Georgia, Alabama, Mississipi, Luisiana.
E ipotizzato che la causa di tale differenza può
essere la presenza di tracce di differenti elementi nel
terreno. Zone che hanno una maggiore altitudine hanno una
aspettativa di vita maggiore di quelle a livello del mare.
Le differenze sono notevoli specie per i casi di cancro.
Da notare che lesposizione alle radiazioni aumenta
con laltitudine, il che dovrebbe avere un effetto
contrario. Le rocce delle zone montagnose in genere
contengono molte più sostanze radioattive. Questa è
unaltra dimostrazione che la radiazione non è una
causa importante per il cancro.
I rischi dovuti agli incidenti
I rischi più evidenti e anche più pubblicizzati dai
media sono quelli di rimanere vittime di incidenti. Se
misuriamo però i rischi connessi con i vari tipi di
incidenti ci rendiamo conto che i pericoli sono in questo
caso ben al di sotto di quelli discussi precedentemente.
Incidenti automobilistici
In genere circa la metà degli incidenti mortali che
avvengono sono dovuti a incidenti automobilistici per i
quali negli USA (1990) cè una LLE di 170 giorni.
Usando piccole automobile piuttosto che automobili medie
o grandi il rischio praticamente raddoppia (nel causo
tutti usassero piccole auto). La differenza tra lusare
una piccola auto piuttosto che una media è una LLE di 60
giorni la stessa LLE che cè tra lusare
unauto media e una grande.
Riducendo i limiti di velocità nelle autostrade dai 65 a
55 migli/h nel 1974 si è aumentata laspettativa di
vita di 40 giorni, il ritorno successivo alle 65 miglia/h
sulle autostrade interstatali in qualche stato ha
comportato praticamente leffetto contrario.
In genere guidare per un miglio unautomobile e
attraversare la strada come pedone hanno la stessa LLE di
0,4 minuti. In pratica la pericolosità di queste due
azioni è equivalente ad una tirata di
sigaretta (assumendo che una sigaretta è completamente
consumata con 25 tirate, oppure è
equivalente al fatto che una persona già soprappeso
assume tre calorie in più. Da notare che se uno deve
percorrere a piedi un miglio in città e deve
attraversare nel percorso più volte varie strade ciò è
più pericoloso che fare lo stesso percorso con
lautomobile.
Incidenti non automobilistici
La LLE per gli altri incidenti non automobilistici è di
40 giorni sia per le cadute (specie per le persone
anziane) che per gli annegamenti, 27 giorni per gli
incendi, 17 giorni per gli avvelenamenti, e 13 giorni per
i soffocamenti, 11 per le uccisioni con le armi da fuoco
(incluso gli incidenti), 7 giorni per le morti per
asfissia. Gli uomini muoiono per incidenti più del
doppio delle donne, negli incidenti automobilistici il
rapporto maschio /femmine è 2/1, negli annegamenti è 5/1.
Il tasso di mortalità degli incidenti varia notevolmente
con la geografia, è di 4 volte più alto nel Wyoming
rispetto che a New York, considerando i due estremi
possiamo dire che il Nord Est è larea più sicura
e le Montagne Rocciose quella meno sicura.
Noi passiamo gran parte del nostro tempo a casa e al
lavoro per cui la maggior parte dei nostri incidenti non
sono collegati agli spostamenti.
Incidenti a casa e sul posto di lavoro
La LLE per gli incidenti che avvengono entro le mura
domestiche è di 95 giorni (1990) e quelli che avvengono
al lavoro di 74 giorni. In questultimo caso ci sono
variazioni notevoli a secondo del tipo di lavoro si va da
una LLE di 300 giorni per le costruzioni e le miniere ai
30 giorni per i lavoratori del commercio.
La metà di tutti lavoratori operano nel manifatturiero e
nei servizi allindustria, per loro la LLE è di 45
giorni. Per i lavoratori del settore radiologico e del
settore nucleare, lesposizione alla radiazione
causa una LLE media di 20 giorni.
Questi dati statistici coprono diverse categorie di
rischio connesse con le attività lavorative, in pratica
rappresentano la media che include tutti i lavoratori del
settore anche gli impiegati e altri tipi di lavori che
sono relativamente privi di rischi.
I dati sugli incidenti sul lavoro del Canada (1990) sono
molto più dettagliati e chiariscono diversi punti.
1) Per chi svolge un lavoro effettivamente
allinterno delle miniere la LLE è di 660 giorni
mentre per chi è occupato nel settore commerciale e nei
servizi la LLE è di 65 giorni.
2) Nellindustria la LLE per i lavoratori che
operano sulle linee di potenza nella trasmissione
dellelettricità la LLE è di 820 giorni contro i
65 giorni del settore meccanico e del montaggio.
3) Nel settore del legno la LLE per chi effettivamente
taglia gli alberi è di 1560 giorni contro i 54 giorni di
chi opera nel settore delle segherie.
4) Nelle costruzioni la LLE per i lavoratori delle
demolizioni è di 1560 giorni (più di 4 anni) contro i
34 giorni di chi lavora nellidraulica e degli
elettricisti.
Alcune attività spettacolari sono altamente
pubblicizzate come molto pericolose ma confrontando i
dati statistici si vede che i pericoli sono esagerati.
Lavorare professionalmente come trapezisti e acrobati
comporta una LLE di 5 giorni per anno di attività o 100
giorni per 20 anni di attività. Il rischio à simile a
quello dei corridori automobilistici professionisti. Per
queste professioni il rischio di incidenti mortali è
minore di quello dei lavoratori delle miniere e delle
costruzioni. Una delle professioni più pericolose è
quella che comporta immersioni in profondità che causa
una LLE di 40 giorni per ogni anno di lavoro.
Oltre agli incidenti il lavoro causa anche malattie che
in molti casi sono più gravi degli incidenti. I minatori
del carbone, in media, muoiono 3 anni prima delle persone
che hanno lo stesso stato socioeconomico. I dati
statistici sono sfavorevoli allo stesso modo per i
camionisti, i pescatori e i marinai, i montatori di
strutture in acciaio, per attori e musicisti (probabilmente
a causa del lavoro non regolare), per i poliziotti e i
vigili del fuoco. Ci sono poi lavori per i quali si vive
più a lungo per un anno o più rispetto alla media dei
lavoratori dello stesso status socioeconomico, sono i
lavoratori delle poste, funzionari governativi, insegnati
universitari, giardinieri. La scelta
delloccupazione può quindi avere una grande
influenza sullaspettativa di vita, aumentandola o
riducendola di diversi anni.
Il rischio nel
rimanere disoccupato è superiore a quello dovuto agli incidenti sul
lavoro.
Usiamo per analizzare il fenomeno lo studio di Ray
Marshall, ex Segreatario al Lavoro e ora professore
universitario dellUniversità del Texas (1990). La
disoccupazione non solo colpisce i lavoratori ma anche le
loro famiglie, i loro amici e anche quelli che rimangono
occupati perché aumenta la loro preoccupazione di
perdere il lavoro. La LLE per un anno di disoccupazione
è di circa 500 giorni. E uguale al rischio di
fumare 10 pacchetti di sigarette al giorno per il tempo
che si rimane disoccupati.
Spesso razionalmente il tasso di disoccupazione aumenta o
diminuisce di uno o più punti percentuali. Negli Stati
Uniti laumento dell1% del tasso di disoccupazione
per un anno è stimato è stimato comportare un aumento
di mortalità di 37.000 unità; includendo in questi
20000 dovuti allacutizzarsi di problemi
cardiovascolari, e 500 dovuti alla cirrosi a causa
dellabuso di alcool, 900 suicidi, 650 omicidi (dati
del 1990). Oltre ai morti ci sono poi 4200 ricoveri negli
ospedali e 3300 persone che finiscono in prigione.
Chiaramente ogni azione o inazione che può portare ad un
aumento della disoccupazione è molto pericolosa.
Importare petrolio invece che produrre energia
allinterno del paese è unazione di questo
tipo, avere un inadeguato rifornimento di elettricità o
permettere che i costi dellelettricità aumentino
è unazione molto pericolosa.
Le cure mediche sono un ovvio fattore che influenza le
aspettative di vita.
Se fosse reso disponibili luso completo delle
tecnologie mediche è stimato che potrebbero essere
evitati negli Stati Uniti ogni anno (1990) 75000 morti
per cancro e 125000 morti per malattie cardiovascolari.
Il fatto che il sistema sanitario americano non riesce a
raggiungere tale obbiettivo determina che l avita media
degli americani si abbassa di un LLE pari a 1,4 anni. Se
tutte le tecnologie mediche oggi disponibili fossero
usate per salvaguardare la vita, includendo anche la
prescrizione di diete adeguate, appropriate attività
fisiche e appropriate pratiche e analisi preventive di
routine, si calcola che la vita media degli americani
aumenterebbe di 9,5 anni. Il 20 percento di tale aumento
si avrebbe semplicemente abolendo luso di sigarette.
Anche in questo caso alcune malattie la cui pericolosità
è stata molto pubblicizzata, analizzando i dati
statistici si può constatare che implicano un rischio
non molto elevato. LAIDS per esempio implica una
riduzione dellaspettativa di vita sul cittadino
medio USA di 70 giorni. Questa malattia è infatti
facilmente controllabile usando precauzione e appropriate
pratiche sessuali.
Lomicidio e il suicidio sono rischi importanti con
una LLE di 134 giorni ciascuno per luomo mentre per
la donna si ha rispettivamente una LLE di 43 e 65 giorni
Giudicando dalla copertura dei media si potrebbe pensare
che le grandi catastrofi siano una minaccia importante,
ma non è così.
Uragani e tornadi combinati danno una LLE per il
cittadino medio USA di 1 giorno. La stessa LLE delle
catastrofi aeree. Gli incendi e le esplosioni più grandi
(quelli con almeno 8 morti) danno una LLE di 0.7 giorni,
e la LLE dovuta a incidenti con il rilascio di grandi
quantità di prodotti chimici danno una LLE di 0,1 giorni.
Specie nel settore alimentare i media spesso
pubblicizzano i pericoli di varie sostanze che spesso,
dati statistici alla mano, non solo risultano poco
dannose ma il cui non utilizzo implica un rischio ben
maggiore. E noto ad esempio che nella carne
abbrustolita alcune sostanze sono convertite in
componenti che hanno effetti carcinogeni così come il
carbone usato nei barbecue. Mangiare mezzo pond (250 gr)
di una bistecca ai ferri la settimana per tutta la vita
implica una LLE di 0,15 giorni. Il burro di arachidi
contiene aflotoxin che causa il cancro al fegato, un
cucchiaio al giorno da una LLE di 1,1 giorni. Anche il
latte contiene aflotoxin da causare una LLE di 1 giorno
se se ne beve un bicchiere al giorno. La clorazione
dellacqua potabile comporta un rischio cancerogeno,
a Miami e New Orleans dove i livelli di cloro sono
particolarmente alti danno una LLE di 0,6 giorni.
Ovviamente il mangiar carne, e il bere latte così come
la clorazione dellacqua da dei benefici che di gran
lunga superano i rischi che abbiamo riportato.
Ci sono poi evidenze che il caffè può causare cancro al
pancreas, bevendo due tazza di caffè al giorno ( la
media USA) si ha una LLE di 26 giorni. Le pillole
anticoncezionali possono causare flebiti il che comporta
una LLE di 5 giorni per chi le usa.
Bevande dietetiche come la saccarina è provato causano
il cancro alla vescica per cui si ha una LLE di 2 giorni
se se ne consuma 1-2 once al giorno (28,35 -57 grammi).
Ciò è comunque centinaia di volte meno pericoloso
dellaumento di peso (anche di pochi grammi) di un
individuo che è gia in soprappeso.
Oltre che il fumo e lesser soprappeso un altro
importante e grave fattore di rischio per la popolazione
è lalcool. Si stima che negli Stati Uniti (1990)
100.000 persone muoiono ogni anno a causa
dellalcool: per gli incidenti stradali ( la metà
degli incidenti mortali è dovuta allalcool), per
la cirrosi al fegato, per la psicosi e per omicidi e
suicidi, Il che comporta una LLE per cittadino medio USA
di 230 giorni.
Anche rischi molto piccoli spesso ricevono molta
pubblicità. L'esempio migliore fu luscita dalla
propria orbita e la caduta sulla Terra del satellite Sky-lab
nel 1979, il rischio per gli abitanti della terra
comportò una LLE di 0,002 secondi. Grande clamore viene
fatto in genere quando c'è qualche fuga radioattiva in
qualche deposito di scorie anche se la LLE che ciò
comporta non ha mai superato i 10 secondi.
Come sarà mostrato (NOTA), nel famoso incidente alla
centrale nucleare di Three Mile Island del 1979 il
rilascio di radioattività comportò una LLE due minuti
per il cittadino medio residente nell'area di Harrisburg
(0,0015 giorni). Per fare un paragone il rischio di
essere colpiti da un fulmine comporta una LLE di 20 ore.
Il footboll americano sembra uno sport molto pericoloso,
ma il rischio di essere uccisi per ogni anno di attività
degli atleti è solo 1 su 81.000 nella scuola superiore e
1 su 33.000 al college, corrispondenti ad una LLE di 0,3
e 0,6 giorni rispettivamente. Molti altri sport sono più
pericolosi. La LLE per ogni anno di partecipazione è di
8 giorni per la boxe professionale, 25 giorni per chi
pratica il deltaplano, 110 giorni per gli alpinisti (10
giorni per tutti gli scalatori), 0,9 giorni per gli
escursionisti in montagna, 25 giorni per il paracadutismo,
9 giorni per il volo a vela, 7 giorni per le immersioni
subacquee amatoriali, 2 giorni per la motoslitta e 0,5
giorni per chi pratica attività sportiva con gli sci.
Riduzione delle aspettative di vita -
"Loss of life expectancy" (LLE)
per le più importanti categorie di rischio
negli USA
| Attività
o rischio *
|
LLE (giorni) |
| Vivere in povertà |
3500 |
| Essere maschio (invece
che. femmina) |
2800 |
| Fumatore (maschio) |
2300 |
| Malattia cardiaca * |
2100 |
| Essere celibe |
2000 |
| Essere negro (invece
che bianco) |
2000 |
| Basso livello socioeconomico |
1500 |
| Lavorare nelle miniere
di carbone |
1100 |
| Cancro * |
980 |
| 30-lb sovrappeso |
900 |
| Abbandono scolastico |
800 |
| Cure mediche non ottimali * |
550 |
| Colpo Apoplettico (iktus) * |
520 |
| 15-lb sovrappeso |
450 |
| Tutti gli incidenti * |
400 |
| Vivere nel Sud-Est (SC,MS,GA,LA,AL) |
350 |
| Minatore (solo
incidenti) |
320 |
| Abuso di alcool * |
230 |
| Incidente
automobilistico |
180 |
| Polmonite, influenza * |
130 |
| Abuso di droghe * |
100 |
| Suicidio * |
95 |
| Omicidio * |
90 |
| Inquinamento
atmosferico * |
80 |
| Incidenti sul lavoro |
74 |
| AIDS * |
70 |
| Piccole automobili (rispetto
alle medie e grandi ) |
60 |
| Sposato a un fumatore |
50 |
| Annegamento * |
40 |
| Limiti di velocità:
100 invece che 88 Km /ora * |
40 |
| Cadute * |
39 |
| Avvelenamento +
soffocamento + asfissia * |
37 |
| Radon nelle case * |
35 |
| Fuoco, incendi * |
27 |
| Caffè: 2 tazze/giorno |
26 |
| Lavoratori nel settore
delle radiazioni, età 18-65 |
25 |
| Vigili del fuoco* |
11 |
| Uso delle piccole per
il controllo delle nascite |
5 |
| Se tutta l'elettricità
fosse prodotta con il nucleare (UCS)* |
1.5 |
| Uso del burro di
arachidi (1 cucchiaio/giorno) |
1.1 |
| Uragani, tornadi * |
1 |
| Incidenti aerei* |
1 |
| Rottura di una diga * |
1 |
| Vivere vicino a una
centrale nucleare |
0.4 |
| Se tutta l'elettricità
fosse prodotta con il nucleare (NRC)* |
0.04 |
- * l'asterisco si riferisce alla
media della popolazione USA, altrimenti ci si riferisce
al numero di individui esposti
- UCS (Union of Concerned
Scientists); NRC, U.S. Nuclear Regulatory
Commission
La
misura del rischio relativo all'uso dell' energia
nucleare
Sulla base di quanto abbiamo esposto possiamo ora tornare
ai rischi dellenergia nucleare e valutarli.
Partiamo nel calcolarli dal punto di vista che tutta
lenergia elettrica prodotta negli Stati Uniti venga
prodotta per via nucleare (praticamente come avviene oggi
in Francia a parte la percentuale che viene prodotta per
via idroelettrica 9% e con combustibili fossili (carbone)
9%) I calcoli vengono effettuati nella NOTA, qui
riportiamo e commentiamo i risultati
Secondo una ricerca sulla sicurezza del reattore della
Nuclear Regulatory Commission (NRC) degli USA
nellipotesi prima menzionata il rischio di
incidenti nei reattori ridurrebbe laspettativa di
vita del cittadino medio USA (LLE) di 0,012 giorni o 18
minuti. Secondo la più importante organizzazione
antinucleare americana la Union of Concerned Scientists (UCS)
la stima sarebbe invece di 1,5 giorni. Poiché
attualmente sommando tutti i possibili tipi di incidenti
che possono colpire il cittadino medio americano si
arriva ad una LLE di 400 giorni, produrre tutta
lelettricità americana per via nucleare farebbe
aumentare il rischio per il cittadino medio solo dello 0,003%
secondo le stime dell NRC e dello 0,3 % secondo
lUCS.
Ciò rende gli incidenti nelle centrali nucleari migliaia
di volte meno pericolosi della decisione di trasferirsi
dal Nord Est degli Stati Uniti verso la Costa Occidentale
dove gli incidenti sono molto più frequenti,
unazione intrapresa negli ultimi 20 anni da milioni
di americani senza badare minimamente a questo tipo di
rischio. Nondimeno, lo sappiamo, il rischio connesso agli
incidenti nei reattori nucleari è quello che la
popolazione teme maggiormente.
Un altro pericolo è quello connesso con il rilascio di
radioattività nellambiente circostante durante le
operazioni di routine di una centrale nucleare. Stime
tipiche sono che la realizzazione di un pieno programma
elettronucleare potrebbe comportare il rilascio di
radiazioni con una media annuale di 0,2 rem = 0,002 Sv (attualmente
1990, è meno di 1/10 di questa quantità), che ridurre
laspettativa di vita del cittadino medio di 37
minuti. Ciò porta il dotale della LLE, secondo
lNRC a circa 1 ora e secondo lUCS a 1,5
giorni.
Se paragoniamo tali rischi a quelli della Tabella 1 ci
accorgiamo che realizzare un pieno programma
elettronucleare comporterebbe lo stesso rischio che
assumerebbe un fumatore che fumasse una sigaretta in più
ogni 15 anni (tre mesi secondo lUCS) o per una
persona soprappeso che aumentasse il proprio peso di 0,012
once = 0,34 grammi o 0,8 once = 22,7 grammi, oppure
nellaumentare i limiti di velocità delle
autostrade americane da 55 miglia/h a 55,06 miglia/h (55,4
miglia/h secondo lUCS). Si tratta di un rischio 300
volte minore (30 secondo lUCS) di quello che si
assume un individuo che passa dalluso di
unauto media ad una piccola.
Ho presentato queste comparazioni per diversi anni in
molte occasioni e spesso sono stati interpretati come
opinioni di un sostenitore dellenergia nucleare.
Ciò non è assolutamente vero, non si tratta di opinioni
personali. Queste comparazioni provengono da semplici
calcoli matematici che ognuno può fare e sono
incontestabili. Ho pubblicato questi dati su molte
riviste scientifiche e nessuno ha mai avuto niente da
ridire a proposito.
Ho anche fatto molti dibattiti con i principali leader
dellUCS e nessuno di loro ha negato questi dati. Se
cè qualcuno che qualche dubbio su queste
comparazioni e crede non siano corrette è pregato di
informarmi urgentemente.
Mi sembra che queste comparazioni possano essere messe
alla base di tutto il dibattito sul nucleare.
Lenergia nucleare è stata rifiutata perché è
stata considerata dalla popolazione troppo pericolosa,
sappiamo che il modo migliore per comprendere il rischio
è quello di paragonarlo con altri rischi a noi più
familiari. Queste comparazioni sono il modo migliore per
comprendere il rischio connesso alluso
dellenergia nucleare. Tutte le spiegazioni tecniche
e anche economiche sul nucleare sono in definitiva meno
importanti e non necessarie se sono ben comprese queste
comparazioni dei rischi.
Questo in effetti è tutto quello che la gente vuole
sapere sul nucleare e purtroppo è proprio quello che
viene spiegato più raramente. I media non ne parlano mai
e anche i sostenitori del nucleare spesso non ne parlano
preferendo dilungarsi sui dettagli tecnici e scientifici
che quasi mai sono compresi e servono solo a preoccupare
la gente.
Per essere sicuro che questa importantissima questione
sia ben compresa la ricapitoliamo brevemente.
Secondo le stime degli scienziati americani della Nuclear Regulatory Commission
(NRC), realizzare un pieno programma elettronucleare, per cui la
produzione di energia elettrica negli USA avverrebbe totalmente per via
nucleare,
comporterebbe per il cittadino medio americano:
1) lo stesso rischio che assumerebbe un fumatore che
fumasse una sigaretta in più ogni 15 anni
2) lo stesso rischio che sarebbe assunto da una persona
in sovrappeso che aumentasse il suo peso di 0,012 once =
0,34 grammi
3) lo stesso rischio dovuto allaumento dei limiti
di velocità sulle autostrade da 55 a 55,06 miglia/h
4) tale rischio è 2000 volte minore di quello che
assumerebbe un individuo che passasse dallutilizzo
di unauto media ad una piccola
Se non ci si fida degli scienziati e i tecnici
dellNRC e si preferisce lopinione di quelli
aderenti allUnion of Concerned Scientists (UCS), il
gruppo antinucleare più importante negli USA,
consigliere di Ralph Nader, allora la realizzazione di un
pieno programma nucleare negli USA comporterebbe un
rischio:
1) uguale a quello assunto da un fumatore che fumasse una
sigaretta extra ogni 3 mesi
2) uguale a quello assunto da una persona sovrappeso che
aumentasse di 0.8 once = 22,7 grammi il suo peso
3) uguale a quello che si avrebbe portando i limiti di
velocità delle autostrade USA da 55 a 55,4 miglia/h
4) un rischio 30 volte minore di quello che assumerebbe
un individuo che passasse dallutilizzo di
unauto media ad una piccola
Qualcuno potrebbe anche pensare che i rischi connessi con
le radiazioni siano differenti dagli altri tipi di rischi.
Alcuni non credano che gli scienziati comprendono
chiaramente gli effetti delle radiazioni o perché
considerano il morire a causa delle radiazioni peggiore
di altri modi di morire. Per queste persone è utile
comparare il rischio dellenergia nucleare con i
rischi dovuti ad altre fonti di radiazioni, per esempio
la presenza di un gas radioattivo, il Radon, nelle case.
Mediamente la presenza del Radon nelle case degli
americani comporta una LLE di 35 giorni, ben 800 volte
più grande di quello dovuto alla piena realizzazione di
un programma elettronucleare (23 volte secondo lUCS).
Lesposizione al Radon può essere fortemente
ridotta aprendo le finestre e stando spesso
allaperto. In pratica la realizzazione di un pieno
programma elettronucleare comporterebbe un rischio
equivalente a quello di stare a casa 8 ore in più in un
anno o a quello che si avrebbe tenendo le finestre chiuse
in media 2 minuti in più al giorno. Ci sono semplici
accorgimenti per ridurre i livello di Radon nelle case:
aprire due finestre che sono a pianoterra o mettere un
aspiratore in una di queste, anche nelle zone con il
clima freddo ciò può essere fatto facilmente per 6 mesi
lanno. Ciò eliminerebbe il rischio dovuto alle
radiazioni 10 volte in più rispetto alla riduzione del
rischio che si avrebbe se si abbandonasse completamente
il nucleare a livello nazionale (stime UCS). Ben 400
volte in più secondo le stime degli scienziati
dellNRC. Diversi milioni di americani vivono in
case in cui il livello di Radon è 10 volte superiore
alla media. Per queste persone il rischio dovuto alla
realizzazione di un programma elettronucleare è uguale a
quello di passare 45 minuti in più a casa allanno
o di tenere chiuse le finestre 12 secondi in più al
giorno.
I
media danno un'idea completamente sbagliata dei rischi
Alcuni dicono che il rischio di incidenti che si
verificano di frequente, ma per i quali muoiono solo una
o poche persone alla volta, sono molto meno importanti di
catastrofi che avvengono raramente,ma sono di grandi
dimensioni e per le quali muoiono lo stesso numero totale
di persone. Questo è l'atteggiamento di base dei mezzi
di comunicazione in quanto la copertura delle grandi
catastrofi è sicuramente molto maggiore. Sulla base di
questo punto di vista alcune persone attribuiscono
maggiore importanza ad un incidente molto raro come
quello della fusione del nocciolo di un reattore nucleare,
un incidente raro e sicuramente catastrofico, minore
importanza viene invece dato all'inquinamento atmosferico,
l'inquinamento uccide un numero molto maggiore di persone
però agisce lentamente, come se morisse una persona alla
vota. I dati anche in questo caso parlano chiaro. Anche
nel caso si verificasse il peggior incidente possibile
come quello relativo alla fusione del nocciolo del
reattore, secondo gli studi sulla sicurezza del reattore
"Reactor Safety Study (RSS)" sarebbe causato un
numero di tumori non superiore a quelli che si verificano
ormai per l'inquinamento atmosferico. Aumenterebbe il
rischio di cancro per le persone esposte solo dello 0,5
per cento, su un rischio totale per il cancro a causa
dell'inquinamento e di altri fattori genetici e relativi
allo stile di vita, intorno al 20%, con variazioni di
diversi punti percentuali a secondo delle zone
geografiche, la razza, il sesso e lo stato socioeconomico.
Una notevole quantità di morti è prevista per solo il 2%
degli incidenti causati dalla fusione del nocciolo di un
reattore nucleare, e anche in questo caso peggiore
trattato dalla RSS Vittime di rilievo sono attesi solo
nel 2% di tutti i crolli, e anche il crollo peggiore
trattate in RSS sono previste solo alcune migliaia di
morti. Vi è già stato un disastro paragonabile causato
dalla combustione del carbone che inquinò l'aria a
Londra nel 1952 per cui per pochi giorni ci furono 3.500
morti in più di quanto normalmente ci si sospettasse.
Occorre tenere presente che gli incidenti causati dalla
fusione del nocciolo di un reattore nucleare, sono
incidenti solo potenziali dal momento che non si sono mai
verificati se non al cinematografo (il famoso La Sindrome
Cinese con J. Fonda) essi possono essere confrontati
quindi solo con altri incidenti potenziali. Ci sono dighe
il cui cedimento potenziale potrebbe causare più di 200.000
morti in poche ore e la probabilità che questo avvenga
è molto più alta della fusione del nocciolo in una
centrale nucleare. Ci sono poi altri tipi di incidenti
che potrebbero avvenire causando un numero considerevole
di morti. Il crollo del livello superiore di uno stadio,
un incendio in un teatro affollato, un gas tossico che
penetra in un sistema di ventilazione di un edificio di
grandi dimensioni (alcuni edifici ospitano 50.000 persone)
sono solo alcuni degli esempi possibili. Uno solo di
questi incidenti è di gran lunga più probabile di tutti
i possibili incidenti nucleari con la fusione del
nocciolo che potrebbe causare la perdita un numero
considerevole di vite. L'idea che l'incidente potenziale
della fusione del reattore sia una fatto unico e super
catastrofico è grossolanamente errata.
Ma ho una obiezione più importante rispetto alla
considerazione che un evento catastrofico sia più
importante di un gran numero di persone che muoiono senza
fare notizia. Per illustrare la questione supponiamo che
ci siano due tecnologie, A e B, per la produzione di un
prodotto desiderato. La tecnologia A potrebbe provocare
un incidente di grandi dimensioni ogni anno, diciamo che
in questo caso 100 persone potrebbero rimanere uccise,la
tecnologia B invece uccide 1.000 persone ogni anno una
alla volta e in modo "coperto", senza fare
notizia. Se viene scelta la tecnologia B per evitare gli
incidenti catastrofici della Tecnologia A, 900 persone in
più moriranno inutilmente ogni anno. Come spiegare a
queste 900 persone ai loro cari perchè queste persone
sono morte, perché il pubblico è più interessato alle
catastrofi di grandi dimensioni? Inoltre, chiunque di noi
potrebbe essere uno di questi 900 che muoiono inutilmente
ogni anno. E' ovvio, anche se non sempre viene fatto, che
nella scelta tra le tecnologie gli effetti sulla salute,
il numero totale di morti in caso di incidenti e la LLE
che questa causa sulle persone che sono esposte, devono
essere la considerazione prioritaria. Se siamo spinti ad
accettare l'importanza esagerata degli incidenti
catastrofici, dobbiamo riconoscere in ultima analisi che
il sensazionalismo dei media, praticato senza alcun
tentativo di mettere nella giusta prospettiva i rischi è
responsabile di un gran numero di morti inutili.
Decidere quali sono i rischi accettabili, non è una
questione scientifica, io come uno scienziato posso solo
dire la mia opinione. In questo scritto ho solo cercato
di rappresentare i rischi come sono nella realtà, spero
in modo comprensibile. Dopo di che ogni cittadino può
decidere per proprio conto. Può decidere che i benefici
dell'energia elettrica prodotta da centrali nucleari non
vale la pena il rischio. Non vale cioè il rischio
paragonabile a quello che corre un fumatore fumando una
sigaretta in più ogni anno, o di una persona in
sovrapeso di ingrassare di qualche decina di grammi, o di
elevare il limite nazionale di velocità da 55 a 55,1
miglia per ora. Ognuno ha il pieno diritto di pensarla in
questo modo tuttavia, poiché non è un problema
personale, ma che riguarda tutta la comunità, ha anche l'obbligo
di proporre un sostituto per l'elettricità di origine
nucleare.
I
rischi del nucleare e quelli dell'uso del carbone
Tutti gli esperti concordano sul fatto che la migliore
alternativa al nucleare sono le centrali termoelettriche
a carbone. nella Nota 3 abbiamo stimato che l'inquinamento
atmosferico provoca circa 100.000 morti ogni anno (USA
1990). Queste sono in genere persone già malate o
anziane che probabilmente sarebbero morte entro pochi
anni anche senza inquinamento atmosferico. D'altra parte
l'esposizione all'inquinamento atmosferico in tutta la
loro vita ha contribuito alle loro malattie. Possiamo
dire che l'esposizione permanente all'inquinamento
atmosferico ha ridotto la durata della vita di una di
queste vittime di circa 7 anni. Su questa base calcoliamo
che l'inquinamento determina una LLE, cioè una riduzione
dell'aspettativa di vita del cittadino americano medio (USA
1990), di circa 80 giorni.
Al fine di determinare quale frazione di questa LLE sia
dovuta alla combustione del carbone delle centrali
elettriche, dobbiamo esaminare le componenti dell'inquinamento
atmosferico. Le due principali fonti di inquinamento
atmosferico sono la combustione del carbone e i gas di
scarico delle automobili. Questi ultimi sono importanti
soprattutto in aree con molta luce del sole, la luce
infatti converte gli ossidi di azoto e degli idrocarburi
in sostanze dannose, come l'ozono e i PAN (perossiacetilnitrati).
Questo vale in particolare per città come Los Angeles o
Phoenix,. in questi luoghi in genere è poco importante
per l'inquinamento atmosferico la combustione del carbone.
Tutti gli episodi killer riportati nella nota 3 sono
avvenuti in aree dove l'inquinamento atmosferico è
dominato dalla combustione del carbone, lo stesso vale
per gli studi sulle serie temporali sulle quali si basa
la stima dei decessi. In realtà, non ci sono prove che
lo smog di Los Angeles, malgrado tutti i disagi che
comporta, sia responsabile di decessi. Ci sono quindi
pochi dubbi, la combustione del carbone è responsabile
per la maggior parte dei 100.000 decessi all'anno dovuti
allinquinamento atmosferico. Dal momento che un
po più della metà della combustione del carbone
avviene nelle centrali elettriche, si stima che l'inquinamento
atmosferico dovuto alle centrali a carbone è
responsabile di circa 30.000 decessi all'anno. Ciò
significa che la riduzione dell'aspettativa di vita (LLE)
per l'americano medio dovuta alla combustione del carbone
nelle centrale elettriche è di circa 30 giorni. Il che
equivale a dire che una grande centrale a carbone provoca
qualcosa come 70 morti l'anno, o 3.000 morti durante la
sua vita operativa (40 anni).
Questa stima è estremamente incerta. Si potrebbe
facilmente calcolare un numero più alto del doppio o di
un terzo. Gli oppositori dell'energia nucleare hanno
sempre utilizzato l'incertezza dei rischi delle
radiazioni nucleari per dire che le cose possono andare
molto peggio di quanto in genere si creda, non mi piace
ragionare in questo modo speculativo, ma le incertezze
degli effetti sulla salute da parte dell'inquinamento
atmosferico provocato dalla combustione del carbone nelle
centrali termoelettriche potrebbe portarci ad una stima
molto maggiore di decessi.
In ogni caso la riduzione dell'aspettativa di vita (LLE)
dovuta all'inquinamento atmosferico a causa della
combustione del carbone è notevolmente più grande di
quella dovuta alle radiazioni di tutti gli incidenti
delle centrali nucleari, anche accettando le stime degli
avversari del nucleare, cioè una LLE di 30 giorni invece
che 1,5 giorni. In genere si stima che il rapporto tra la
LLE dovuta al carbone e quella dovuta al nucleare, per
produrre la stessa quantità di elettricità, è di 30
giorni contro 1 ora. Più di 700 volte.
Durante il 1970, ci sono stati numerosi studi che hanno
messo a confronto degli effetti sulla salute del nucleare
e del carbone. A quel tempo, gli effetti dell'inquinamento
atmosferico furono stimati poco gravi e facili da ridurre
semplicemente riducendo le emissioni di biossido di zolfo
dalla combustione del carbone. Inoltre a quel tempo non
era ancora provata lefficacia del sistema di
raffreddamento per prevenire la fusione del nocciolo del
reattore e i progetti sulla sicurezza erano ancora non
verificati da indagini indipendenti. Tuttavia tutti
questi studi conclusero che l'energia nucleare era meno
nociva per la salute del carbone. Non esiste alcuno
studio che sia giunto alla conclusione opposta. Nel 1981
lanciai pubblicamente una sfida offrendo una ricompensa
di 50 dollari per ogni informazione sullesistenza
di un tale studio, lofferta è stata ripetuta più
volte in varie pubblicazioni e oltre un centinaio di
volte in dibattiti pubblici. Qualcuno avrebbe potuto
rivendicare il premio e farmi sapere come ottenere una
copia di tale studio. Tuttavia, non ci sono stati
rivendicazioni. Posso solo concludere che non ci sono
studi che concludono che l'energia nucleare è più
dannosa della combustione del carbone.
Il fatto che l'energia nucleare è meno dannosa per la
salute della combustione del carbone è stato ammesso in
una relazione della Union of Concerned Scientists, la
principale organizzazione di opposizione allenergia
nucleare, e precisamente dal suo presidente, Henry
Kendall, in un seminario scientifico presso la Carnegie-Mellon
University. Quando riferii a Ralph Nader questo fatto, la
sua risposta fu "forse non dovremmo bruciare anche
il carbone." Egli non offriva un'alternativa. Forse
pensava che non avremmo avuto bisogno di energia
elettrica.
I rischi connessi all'uso del
petrolio, del gas e al risparmio energetico
Oltre la combustione del carbone le alternative
principali all'energia nucleare sono il petrolio, il gas,
lenergia solare e, molti dicono, la conservazione,
ad esempio ridurre il nostro consumo di energia.
Consideriamo ora solo il loro impatto sulla salute anche
se questo impatto non è, per questo tipo di energie, lo
svantaggio principale.
Bruciare petrolio produce linquinamento
dellatmosfera, anche se non tanto quanto la
combustione del carbone, inoltre è anche responsabile di
incendi, globalmente determina una LLE di 4 giorni. Il
gas naturale provoca inquinamento dellaria, meno
del carbone e petrolio, provoca incendi e anche
esplosioni e morte per asfissia, determina globalmente
una LLE di 2 giorni. L'impatto principale sulla salute
dellenergia solare è il carbone che dovrebbe
essere bruciato per produrre la quantità di acciaio,
vetro e cemento necessari per produrre e installare i
collettori solari o i pannelli fotovoltaici, si tratta di
circa il 3% del carbone che sarebbe necessario bruciare
per produrre la stessa energia utilizzando però
direttamente la combustione del carbone, gli effetti
sulla salute sarebbero quindi il 3% di quelli che si
avrebbero usando il carbone direttamente del secondo, Nel
caso tutta lenergia elettrica degli USA fosse
prodotta per via solare, solo la produzione dei
collettori e dei pannelli FT comporterebbe una LLE di 10
giorni, o un LLE di 1,0 giorni. Ciò rende l'elettricità
solare molto più pericoloso per la salute dell'energia
nucleare. I quantitativi di materiale utilizzato per le
altre tecnologie sono molte volte inferiori a quelli
previste per le tecnologie solari.
Tutte le tecnologie di produzione e consumo di energia
elettrica comportano il rischio di rimanere fulminati,
tale rischio comporta per lamericano medio una LLE
di 5 giorni. Si noti che si tratta di una LLE di gran
lunga superiore a quello degli effetti della produzione
di energia elettrica nucleare, anche se accettassimo le
stime degli oppositori dell'energia nucleare. Se l'elettricità
solare fosse generata e distribuita direttamente nelle
case e nei condomini delle case, ciò comporterebbe un
aumento del rischio di rimanere fulminati di diverse
volte.
L'alternativa finale all'energia nucleare è la
conservazione, cioè risparmiare lenergia.
Miglioramenti in termini di efficienza sono, ovviamente,
sempre benvenuti, ci sono stati molti progressi in questo
campo. Ma al contrario di quanti pensano che utilizzare
meno energia è la strategia più sicura, questo è
probabilmente il modo di agire più pericoloso. Una
strategia basata sulla conservazione dell'energia è
quella di produrre e utilizzare le autovetture più
piccole, ma abbiamo dimostrato che questo comporta una
LLE di 60 giorni, molte volte superiore a quella di
qualsiasi tecnologia energetica. Il pericolo sarebbe un
leggermente ridotto se tutti usassero auto piccole, ma la
maggior parte degli incidenti mortali sono dovuti alle
collisioni con oggetti fissi, come alberi o muri, oppure
a collisioni con grandi camion e autobus. In questo caso
il pericolo di rimanere uccisi in un incidente aumenta
notevolmente se si utilizzano automobili di piccole
dimensioni .
Se si conservasse il carburante raddoppiando le
biciclette in circolazione, la LLE risultante per
lamericano medio sarebbe di 10 giorni. Le
biciclette infatti sono molto più pericolose delle
piccole autovetture, la stessa cosa vale per le mote e
gli scooter, si risparmia carburante ma si rischiano più
incidenti. Un'altra strategia di conservazione dell'energia
è quella di isolare termicamente gli edifici per ridurre
le fughe di calore, <in questo caso però le case e
gli uffici diventano delle trappole per il radon che
fuoriesce dal sottosuolo. Le normative in questo senso,
raccomandate dal governo USA determinano per l'americano
medio una LLE di circa 20 giorni a causa di una maggiore
esposizione al radon. Ciò rende di gran lunga la
conservazione dellenergia la strategia più
pericolosa dal punto di vista dellesposizione alle
radiazioni!
Un'altra strategia di conservazione è quella di ridurre
l'illuminazione. Noi stimiamo che ciò comporti una LLE
di non meno di 39 giorni. Facciamo solo alcuni esempi:
una riduzione dellilluminazione pubblica comporta
un aumento di cadute del 5%, e quindi una LLE aggiuntiva
di 2 giorni, un aumento del numero di omicidi del 5%, con
una LLE supplementare di 4,5 giorni. Inoltre la maggior
parte degli incidenti dei veicoli a motore si verificano
durante la notte, anche se si viaggia molto di più
durante il giorno, se l'illuminazione stradale venisse
ridotta gli incidenti aumenterebbero anche del 2%, il che
comporterebbe un aumento della LLE dovuta agli incidenti
di 4 giorni. Si noti che ciascuna di queste LLE è più
grande di quella relativa allenergia nucleare,
anche accettando le stime dellUCS.
Il vero rischio connesso ad una politica di risparmio
energetico è che può ridurre la nostra ricchezza
riducendo la crescita economica. Solo per stare al passo
con la nostra popolazione in aumento, senza far aumentare
la disoccupazione, occorre che vengano creati più di un
milione di nuovi posti di lavoro all'anno per il prossimo
futuro. Per molti anni siamo riusciti a tenere questo
ritmo, ma ciò richiede di aumentare le forniture di
energia elettrica. Il tragico impatto sulla salute della
disoccupazione sono stati illustrati in precedenza in
questo saggio.
Abbiamo anche notato gli effetti sulla salute della
ricchezza di una nazione. In genere, l'aspettativa di
vita è di 75 anni nei paesi economicamente avanzati
rispetto a 45 anni nei paesi poveri, con una differenza
di 30 anni. Da ciò è evidente che riducendo la
ricchezza nazionale si producono effetti disastrosi sulla
salute, che ammontano a centinaia di giorni di LLE. Il
rischio maggiore delleccessivo risparmio energetico
è che ci può portare verso il basso nella crescita
economica e farci diventare una nazione più povera. Dal
momento che abbiamo valutato la LLE dovuta alla
combustione del carbone di solo 30 giorni, possiamo dire
che questa tecnologia è molto meno rischioso rispetto ad
una politica che punta a ridurre lutilizzo dell'energia
elettrica. La combustione del carbone è quindi un metodo
accettabile per la generazione di energia elettrica, ma
è di gran lunga inferiore rispetto alluso
dellenergia nucleare. Alcune persone credono che
ridurre il nostro consumo di energia è inevitabile
perché le scorte di petrolio a livello mondiale stanno
finendo, ma ciò sicuramente non è vero. Sappiamo che la
fissione nucleare può fornire facilmente tutte
lenergia di cui il mondo avrà bisogno, senza alcun
aumento dei costi. Ma non vi è alcun motivo oggi per
negarci ogni comodità, comfort o piacere che l'energia
può portarci, finché siamo disposti a pagare un prezzo
equo di mercato per essa.
Per
ridurre i rischi occorre spendere denaro
Ci sono diversi altri programmi di screening di massa su
vari tipi di cancro che potrebbero essere realizzati.
Test di massa sul sangue nelle feci possono individuare
il cancro al colon o al retto salvando molte vite umane
al costo di 20.000 dollari ciascuna. Molti tumori
potrebbero essere individuati in uomini nell'età critica
tra 55 e i 65 anni con questo tipo di esami svolti
annualmente. In questo modo si potrebbero salvare molte
vite umane al costo di 60.000 dollari ciascuna,
attualmente però solo 1 uomo su 8 in età critica fa
questo tipo di esami regolarmente. Il cancro al polmone
può essere individuato con la citologia dell'espettorato
e da un esame con i raggi x; la Mayo Clinic fa questo
tipo di esami per forti fumatori salvando vite al costo
di 130.000 dollari ciascuna. Due programmi simili a
Londra hanno salvato vite umane con un costo dimezzato.
Nondimeno solo una piccola frazione degli adulti
americani fanno questi screening ogni anno, c'è anche
poco entusiasmo per programmi governativi di massa di
questo tipo. I costi stimati per vita salvata sono simili
a quelli degli screening per il cancro al seno, la causa
principale di morte per cancro nelle donne, che è
facilmente curabile se individuato nella fase iniziale.
Ma solo la metà delle donne fa simili analisi
regolarmente e non ci sono programmi di screening di
massa da parte del governo.
Test per misurare l'ipertensione è diventato abbastanza
comune in America, il problema però va oltre l'individuazione
della malattia. Il trattamento è indispensabile e
funziona, però poiché non minaccia direttamente la vita
del paziente, molte persone non vi si sottopongono. Un
programma ben organizzato per il trattamento dell'ipertensione
potrebbe salvare vite umane al costo di 115.000 dollari
investiti, ma tali programmi non sono portati avanti.
Un approccio particolarmente efficace per salvare vite
umane con le cure mediche è quello di utilizzare unità
mobili di terapia intensiva (Micus); si tratta di
approntare ben attrezzate ambulanze con personale medico
e paramedici addestrato pronto a rispondere rapidamente a
una richiesta di aiuto. Circa un terzo di tutti i decessi
negli Stati Uniti sono da attacchi di cuore (un terzo di
questi sono di persone con meno di 65 anni) e in due
terzi di questi casi morti il paziente muore prima di
raggiungere l'ospedale.
Il MICUS è stato originariamente concepito come un
metodo per combattere questo problema fornendo un rapido
monitoraggio, sul posto, della situazione delle
coronarica e i servizi di defibrillazione: Ora il
servizio è stato ampliato per fornire un trattamento
anche per le ustioni, i traumi e altre situazioni di
emergenza. Le esperienze nelle grandi città hanno
mostrato che con il Micus è possibile salvare vite umane
ad un costo medio di circa 24.000 dollari, di conseguenza,
tutte le grandi città sono dotate di tale servizio. Per
le città più piccole il costo aumenta. Quando raggiunge
i 60.000 dollari per ogni vita salvata - il costo
relativo ad una città con una popolazione di 40.000
abitanti - il MICUS viene spesso considerato troppo
costoso. Ciò equivale a decidere che salvare una vita
non vale più di 60.000 dollari.
Per riassumere i nostri esempi, ci sono diversi programmi
che potrebbero salvare un gran numero di vite a costi
inferiori a 100.000 dollari ciascuno, e molti di più per
costi fino a $ 200.000 per ogni vita salvata. Queste
naturalmente sono vite di americani, con qualche
probabilità che una di essa possa essere la nostra.
Ci sono numerose opportunità per un elevato rapporto
costi-efficacia salvavita nei paesi sottosviluppati. L'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) stima che più di 5 milioni
di morti infantili potrebbero essere evitate ogni anno
dai programmi di immunizzazione a un costo che va da 50
dollari per ogni vita salvata, come è il caso del
morbillo in Gambia e nel Camerun ai 210 dollari per ogni
vita salvata, utilizzando una combinazione di
immunizzazioni, in Indonesia. Questi costi sono relativi
a programmi completi che forniscono dottori e infermieri,
forniture mediche, trasporti, comunicazioni, e così via.
L'OMS stima inoltre che circa 3 milioni di morti
infantili ogni anno potrebbero essere evitati con la
terapia di reidratazione orale (ORT) per la diarrea.
Questa terapia è costituita da una miscela di
alimentazione operata con scadenze precise che comprende
sale, zucchero, bicarbonato di sodio e sale "privo
di sodio" sciolto in acqua. Il costo per ogni vita
salvata va dai 150 dollari in Honduras ai 500 dollari in
Egitto.
Altri approcci a basso costo per salvare vite nel Terzo
Mondo sono quelli che puntano al controllo della malaria
(550 dollari/vita salvata), una migliore assistenza
sanitaria (1.930 dollari), miglioramento nelle reti
idriche e fognarie (4.030 dollari) e supplementi
nutrizionali per diete di base (5.300 dollari).
L'assistenza sanitaria non è il solo mezzo che può
usare il governo, spendendo soldi, per salvare vite umane.
Oltre 35.000 americani muoiono in incidenti
automobilistici ogni anno e oltre un milione ne rimane
ferito gravemente. Ci sono molti modi in cui questi
numeri potrebbero essere ridotti, per esempio investendo
denaro nel miglioramento delle autostrade o rendendo
obbligatori i dispositivi di sicurezza nelle automobili.
In qualche misura questo è stato fatto. Una serie di
nuovi dispositivi di sicurezza nelle automobili sono
stati resi obbligatori per via legislativa tra il 1965 e
il 1974, uno studio del General Accounting Office
statunitense ha mostrato che ciò ha salvato 1 vita per
ogni 280.000 dollari spesi. Nel periodo 1970-1973, 16
nuove misure sulla sicurezza delle automobili sono stati
rese obbligatorie, ma come già osservato, il requisito
dell'air-bag, che sarebbe costato 600.000 dollari per
ogni vita salvata, non fu reso obbligatorio in quel
periodo ma solo successivamente.
Ci sono molte misure da adottare nella costruzione di
strade che potrebbero salvare vite umane. Per esempio,
circa 6.000 americani muoiono ogni anno in caso di
collisioni con il guard-rail, e ci sono dei miglioramenti
nella costruzione dei guard-rail che potrebbero salvare
la maggior parte di quelle vite. Ma torniamo ora al costo
per ogni vita salvata.
Secondo un recente rapporto del Dipartimento dei
Trasporti statunitense, i programmi attuali prevedono di
salvare 79 vite all'anno semplicemente con segnaletica
migliore, ad un costo di 31.000 $ per ogni vita salvata;
13 vite all'anno con illuminazione migliorata, per 80.000
$ per ogni vita salvata; 119 vite umane ogni anno con
guard-rail migliorati, per 101.000 $ per ogni vita
salvata; 28 vite all'anno con le barriere mediane, per
163.000 $ per ogni vita salvata; 11 vite all'anno salvate
semplicemente dipingendo la striscia bianca al centro
della strada, per 181.000 $ per ogni vita salvata.
Presumibilmente, questi programmi potrebbe essere estesi
con un costo complessivo di qualcosa come 150.000 $ per
ogni vita salvata.
Si stima che i corsi nelle scuole superiori di educazione
stradale potrebbero prevenire circa 6.000 morti all'anno
ad un costo di 180.000 $ per vita salvata, anche se essi
comprendono un costo di 100 da parte di ogni
studente, l'equivalente per il tempo e fatica. Eppure ci
sono indicazioni recenti che tali programmi sono tagliati.
Prima di lasciare l'argomento della sicurezza nelle
strade si deve rilevare che per ogni morto in un
incidente stradale ci sono ben 40 feriti gravi. Le misure
che abbiamo discusso ridurrebbero sia i morti che il
numero dei feriti. Abbiamo quindi commesso un errore nel
calcolare i costi di ogni vita salvata, considerando che
anche il numero dei feriti viene notevolmente ridotto i
costi complessivi sono molto più bassi.
Solo
nel nucleare si spende per la sicurezza
Abbiamo visto che molte agenzie
governative spesso rifiutano l'opportunità di salvare
vite umane a costi inferiori a 50.000 dollari ciascuna, e
raramente sono disposte a spendere più di $ 200.000 per
vita da salvare. Ma questo non vale per l'Environmental
Protection Agency (EPA) che si occupa di tutelare i
cittadini dall'inquinamento. Come da statuto l'EPA si
occupa degli equipaggiamenti che dovrebbero ridurre l'inquinamento
atmosferico dovuto alla combustione del carbone nelle
centrali termoelettriche. L'Epa ha richiesto in ogni
centrale di questo tipo l'installazione di depuratori di
zolfo, che corrisponde a spendere una media di 1 milione
di dollari per ogni vita salvata. Dobbiamo considerare
inoltre che l'inquinamento atmosferico generalmente
colpisce le persone anziane con una media di 7 anni di
aspettativa di vita, mentre invece gli incidenti
automobilistici in generale uccidono i giovani la cui
vita media di aspettativa è di almeno 40 anni.
Quando poi si ha a che fare con radiazioni nucleari l'EPA
va molto oltre. Il radio è un elemento che si trova in
tutte le acque naturali. E' sempre stato così e sempre
sarà così. Tuttavia l'EPA ora richiede che, nei casi in
cui i contenuti di radio siano anormalmente alti nell'acqua
potabile, siano adottate misure speciali per abbassarne
la percentuale. Questo, si stima, corrisponda a spendere
ben 5 milioni dollari per ogni vita salvata.
L'EPA non è il solo ente pubblico pronto a spendere
molto delle finanze pubbliche per ridurre l'esposizione
alle radiazioni. Nel 1972, l'Office of Management and
Budget raccomandò che i sistemi di sicurezza dei
reattori nucleari fossero installati dove potessero
salvare almeno una vita per ogni 8 milioni dollari spesi.
L'NRC richiedeva una spesa 4 milioni dollari per ogni
vita salvata nell'approntare sistemi per il controllo
delle normali emissioni di radioattività da parte delle
centrali nucleari (vedi Nota). La NRC ha regole
particolari per ogni prodotto radioattivo - le norme sul
controllo delle emissioni di iodio radioattivo fanno si
che si debbano approntare equipaggiamenti per una spesa
di 100 milioni di dollari per vita salvata.
Nel capitolo 3 si è visto che i programmi di gestione
dei rifiuti radioattivi costano milioni di dollari per
ogni vita salvata. Probabilmente il costo minore della
sicurezza del nucleare è proprio quello relativo alla
sicurezza dei reattori. Il programma dell'NRC per
migliorare la sicurezza dei reattori ha fatto aumentare
il costo di una centrale nucleare, al di sopra dell'inflazione,
di 2 miliardi di dollari. Questo programma è stato
realizzato a seguito del Reactor Safety Study dell'NRC,
che stima che oltre la sua durata operativa, un reattore
causerà una media di 0,8 morti. Quindi, 2 miliardi di
dollari vengono spesi per scongiurare questi 0,8 morti,
il che corrisponde a 2,5 miliardi DI dollari per ogni
vita salvata.
Da questa discussione si ha l'impressione che gli
americani siano disposti a spendere denaro senza limiti
per la protezione contro le radiazioni. Si ha invece una
impressione contraria se se consideriamo il caso di radon
nelle nostre case. La politica del governo è quella di
fornire informazioni e direttive per aiutare i cittadini
a proteggersi dal radon, utilizzando i servizi del
settore privato. Il costo per il cittadino nell'attuazione
questa protezione è di circa $ 25.000 per la vita
salvata. Molta pubblicità è stata data a questo
problema, ma il pubblico ha mostrato poco interesse. Solo
il 2% degli americani hanno fatto solo il primo passo,
cioè hanno misurato il livello di radon nelle loro case,
misura che costa circa 12 dollari.
Un tipico atteggiamento è quello che si richiede di
obbligare gli altri a spendere ingenti somme di denaro
per evitare di danneggiare noi, ma poi noi non siamo
disposti a spendere neanche piccole somme di denaro per
proteggere noi stessi dallo stesso tipo di danno. Non
abbiamo ancora imparato che non esiste niente gratis in
questa come in altre situazioni, si finisce sempre per
pagare. I costi dei programmi per fornire una super
sicurezza vengono poi scaricati nelle nostre bollette
dell'energia elettrica, o nei prezzi che paghiamo per i
beni e servizi che richiedono energia elettrica per la
loro produzione.
Il 2,5 miliardi dollari che spendiamo per salvare una
sola vita rendendo più sicura l'energia nucleare
potrebbe salvare migliaia di vite umane, se spesi per
programmi di riduzione del radon nelle case, di screening
dei tumori, o la sicurezza nelle strade. Ciò significa
che molte migliaia di persone muoiono inutilmente ogni
anno, perché stiamo spendendo questi soldi nel modo
sbagliato.
Chiaramente abbiamo una situazione altamente irrazionale.
Come si è arrivati a tanto? E' facile scoprirlo. Basta
chiedere ai funzionari del governo che prendono decisioni
di questo tipo quali siano i requisiti di sicurezza degli
impianti nucleari. Si scopre che almeno alcune di queste
persone capiscono i problemi di cui stiamo discutendo. Ma
sono incapaci di comportarsi in modo razionale. La
ragione è che la principale priorità di tali funzionari
del governo è quella di rispondere alle preoccupazioni
dell'opinione pubblica. Questo è il modo in cui funziona
la democrazia, e questo è il modo in cui vogliamo
operare. Chiunque con un alto grado di responsabilità
nel governo deve rispondere alle preoccupazioni dell'opinione
pubblica o sa che non rimarrà a lungo in carica. Il
nostro problema, quindi, non è il comportamento
irrazionale dei funzionari del governo, piuttosto il
fatto che il pubblico non è informato in modo adeguato
sui rischi delle radiazioni e del nucleare.
In realtà i danni causati da questi comportamenti
irrazionali dovuti a queste preoccupazione fuori luogo
sul nucleare sono ancora più gravi di quelli che abbiamo
descritto. Il costo aggiuntivo delle misure di sicurezza
di un impianto nucleare, destinate a salvare una media di
meno di una vita, ha fatto si che un impianto a carbone
risulti talvolta un po meno costoso, e quindi
spesso si scegliere l'alternativa più economica degli
impianti termoeletrici che utilizzano la combustione del
carbone invece di impianti nucleari.
Ricordiamo allora, come discusso in precedenza, che un
impianto termoeletrico a carbone provoca circa 3.000
morti durante la sua vita operativa. Ogni volta che la
costruzione di una centrale elettrica a carbone
sostituisce quella di una centrale nucleare, circa 3.000
persone sono condannate ad una morte precoce; il tutto
nel tentativo di salvare meno di una vita. In aggiunta,
ci sono i costi indiretti sulla salute. L'aumento del
costo delle centrali elettriche rappresenta una perdita
di ricchezza. Poiché abbiamo dimostrato che la ricchezza
crea salute, questa ricchezza perduta si traduce
immediatamente in un aumento della mortalità.
Molti economisti ritengono che il principale motivo del
successo economico americano è stato l'energia a basso
costo. Storicamente, l'energia in generale e l'energia
elettrica in particolare, sono state più economiche in
america che in altri paesi. A causa però degli aumenti
dei costi che abbiamo discusso, la situazione è cambiata.
Se non realizziamo presto un pieno programma
elettronucleare, l'energia elettrica sarà presto molto
più costosa negli Stati Uniti che in Europa occidentale
o in Giappone. Questo potrebbe facilmente avere gravi
conseguenze sul nostro tenore di vita e, soprattutto,
aggraverebbe i nostri problemi di occupazione. Ricordiamo
che un aumento dell'1% della disoccupazione è stimato
causare 33.000 decessi all'anno negli USA.
Il fallimento del pubblico americano nel capire e
quantificare i rischi deve essere considerato come uno
dei problemi più gravi della nostra nazione. Questo
capitolo rappresenta il mio tentativo di contribuire alla
sua risoluzione.
Nota
Calcoliamo inizialmente la riduzione
dellaspettativa di vita (LLE) dovuta agli incidenti
in una centrale nucleare secondo le stime della Nuclear
Regulatory Commission USA (NRC).
La NRC prevede un incidente con la fusione del nocciolo (
il più grave possibile) ogni 20.000 anni di
funzionamento operativo e una media di 400 morti per ogni
incidente di questo tipo.
Considerando che lattuazione di un programma
elettronucleare su larga scala negli usa comporti che
tutta lenergia elettrica venga prodotta
nuclearmente, si dovrebbero costruire almeno 250 centrali
nucleari (1990). Ogni anno si avrebbero quindi 259 anni
di funzionamento operativo di un reattore nucleare.
Dovremmo quindi aspettarci una media di 1 incidente con
la fusione del nocciolo ogni 20.000/250 = 80 anni. La
media dei decessi annuale sarebbe quindi di 400/80 = 5
morti lanno. Considerando che la popolazione non
diminuisca e che attualmente si hanno 3.000.000 di morti
ogni anno negli Stati Uniti si tratta di 5/3.000.000 = 1,7
10-6, cioè ogni milione di morti negli USA 1,7 sarebbero
causati da un simile incidente nucleare. Le vittime di
incidenti nucleari mediamente perdono 20 anni di
aspettativa di vita poiché i tumori dovuti
allesposizione delle radiazioni si sviluppano dopo
10-50 anni. Quindi moltiplichiamo 1,7 10-6x 20 = 34x10-6
anni, e moltiplicando successivamente questo numero per
365giorni x 24ore x 60minuti si ottiene una LLE media per
la popolazione americana di 18 minuti.
Le stime dellUnion of Concerned Scientists (UCS),
lorganizzazione più importante negli USA che si
oppone al nucleare, sono di 1 incidente con fusione del
nocciolo del reattore ogni 2000 anni di esercizio e una
media di 5000 morti per ogni incidente di questo tipo. Si
tratta di stime rispettivamente 10 e 12,5 volte maggiori
di quelle dellNRC quindi portano ad una LLE più
grande di un fatto 10x12,5 volte. Quindi moltiplicando la
LLE di 18 minuti per 10x12,5 si ottiene una LLE di 18x10x12,5
= 2250 minuti = 1,5 giorni.
Calcoliamo poi la LLE dovuta allesposizione di 0,2
mrem allanno che per la durata di una vita media di
70 anni è di 0,2x70 = 14 mrem. Supponendo che il rischio
di cancro per ogni mrem è di 290.10-9 (la probabilità
di contrarre un tumore per ogni mrem di esposizione), si
ottiene che il rischio di cancro per unintera vita
dovuto alle radiazioni di una centrale nucleare è di 14x290.10-9
= 3,66. 10-6. Poiché sappiamo che mediamente una vittima
perde 20 anni di aspettativa di vita la LLE risulta di 20x3,66.
10-6 = 7.10-5 anni = 37 minuti. In pratica si ha una LLE
di 2,6 minuti per ogni mrem di esposizione (37/14 = 2,6).
Ricordiamo che lesposizione media
nellincidente di Three Mile Island per le persone
che vivevano nellarea fu di 1,2 mrem. La LLE dovuta
a questo incidente fu quindi di 1,2x2,6= 3,12 minuti.
Le stime dei rischi possono essere fatte comparando le
rispettive LLE. Per esempio, nel caso fosse realizzato un
pieno programma elettronucleare negli Stati Uniti, per un
americano medio laumento di peso di 1 pound = 0.45359237
kg equivale a ridurre la sua aspettativa di vita (LLE) di
30 giorni; secondo le stime dellUCS, poiché gli
incidenti più gravi delle centrali nucleari danno una
LLE di 1,5 giorni, laumento di peso di 1 pound è
30/1,5 = 20 volte più pericoloso di un incidente in una
centrale nucleare con fusione del nocciolo del reattore.
Oppure ingrassare di 1 Pound/20 = 0,8 once = 22,68 grammi
è pericoloso come i più pericolosi incidenti nucleari.
Come un esempio di calcolo del costo di una vita salvata,
consideriamo l'utilizzo degli air-bag nelle auto. Secondo
Allstate Insurance Company l'air-bag riduce il tasso di
mortalità del conducente di 1,4 morti ogni cento milioni
di miglia percorsi. Quindi, se gli air-bag sono montati
su una macchina che è guidata per 50.000 miglia,
probabilità di salvare una vita è di 1,4 x (50.000 /
100.000.000) = 1 / 1, 500, o una possibilità su 1.500.
Questo air-bag costa circa 400 dollari, quindi il costo
per ogni vita salvata è 400 dollari diviso per 1 / 1,
500, ovvero 600.000 dollari. Un altro modo di fare il
calcolo è quello di considerare che per ogni 1.500
veicoli dotati di air bag che percorrono 50,000 miglia,
si sarebbe salvata in media di una vita, e il costo
sarebbe poi (1.500 x 400 dollari) = 600.000 dollari per
salvare una vita.
Come altro esempio, si consideri la Nuclear Regulatory
Commission degli USA che richiede in un impianto nucleare
l'installazione di qualsiasi apparecchiatura in grado di
ridurre l'esposizione totale a tutti i lavoratori e il
pubblico fino a un minimo di 1 mrem per ogni dollaro
speso. È stato dimostrato in precedenza che possiamo
aspettarci uno cancro mortale per ogni 4 milioni mrem:
così il regolamento prevede una spesa di 4 milioni di
dollari per ogni morte evitata.
Traduzione a
cura del Dott. Giuseppe Filipponi, fisico nucleare,
docente, direttore della rivista Fusione Scienza e
Tecnologia
Ringraziamo il
Prof. Bernard L. Cohen per aver gentilmente concesso
gratuitamente la traduzione e la pubblicazione del suo
saggio su questa rivista
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